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Benessere psicofisico,geobiologia e radiestesia

Radiestesia, testo di Roberta Stucchi
 
 

Radiestesia testo di Roberta Stucchi

Testo tratto da “Apparenze Dissolte”, di Roberta Stucchi
Copyright Roberta Stucchi, Ministerio de La Cultura de Madrid.

 


Spiego a chi ne è interessato quel significa essere radiestesiti.
Apro il discorso con alcune parole dell’amico Raúl de la Rosa, tratte dal suo libro Radiestesia: “La radiestesia es un diálogo interior vinculado a nuestra propia evolución, madurando al unísono”.
Un radiestesista è una persona normale, dotata di buona energia, di notevole sensibilità e di un buon sesto senso. È inoltre una persona libera da paure e pregiudizi. Potrebbe essere dunque definito come un appassionato esploratore delle forze della natura, del proprio mondo interiore e delle energie che, facendo parte del nostro pianeta, coesistono in ogni momento con noi.
Con uno strumento qualunque in mano, purché instabile ma ben bilanciato, - sia un pendolo, le bacchette o le forcelle – in presenza di certi cambi vibrazionali (definibili anche cambi di lunghezza dell’onda elettromagnetica, o alterazioni magnetiche) un radiestesista riesce a trasmettere dei fremiti inconsci allo strumento. Questi fremiti, o micro-scosse neuromuscolari, sono indotti dal sistema neurovegetativo del radioestesista e generano, nello strumento instabile, alcune oscillazioni paragonabili ad una specie di dialogo primitivo tra il mondo sensoriale inconscio e la parte cosciente e razionale del ricercatore. Dunque, in radiestesia, i fremiti, od oscillazioni dello strumento, sostituiscono la parola. Quindi il radiestesista, reagendo istintivamente in presenza di determinati cambi vibrazionali, non è altro che un canalizzatore d’energie.
Immaginiamo di prendere una leggera scossa mentre sosteniamo un peso legato ad un filo: per le reazioni istintive alla scossa il peso oscillerà nella nostra mano. La radiestesia è lo stesso processo: il punto focale è il fremito che, come una leggerissima scossa abitualmente inavvertita dalla coscienza, innesta un codice di messaggi inconsci che il pensiero cosciente imparerà presto a razionalizzare e a tradurli in linguaggio.
Questo modo primitivo di comunicare con se stessi porta il radiestesista ad un dialogo trasparente con il suo mondo sensoriale. Più la sensibilità del radiestesista è sviluppata e più il suo pensiero è chiaro, concentrato, libero da emozioni o da particolari scopi egoistici, più il messaggio arriverà alla sua coscienza in modo chiaro e decifrabile.
Tutto dipende quindi dal potenziale energetico del radiestesista, dalla sua visione delle cose, dall’intento e dalla capacità di fare un vuoto nella mente razionale per qualche attimo. Allora, se è libero da pregiudizi, potrà ascoltare i messaggi del suo corpo.

Vorrei spiegare come certe informazioni sensoriali giungono a noi.
Un campo di una particolare energia vitale, definibile elettromagnetica, circonda qualunque essere vivente. Questo campo d’energia è suscettibile di continue modificazioni causate dai vari pensieri, dalla sensibilità individuale, dal livello evolutivo, dalla salute e da vari altri fattori del ricercatore. È dunque comprensibile che la radiestesia, amplificando la sensibilità individuale, impronti anche il campo energetico del radiestesista che, con la pratica, diventerà sempre più reattivo ed evoluto.
Cerco di spiegarmi con altre parole: attorno al nostro corpo esiste un’invisibile “bolla” d’energia sensibile, variabile di soggetto in soggetto. Questa bolla, paradossalmente paragonabile al guscio di un uovo, avvolge il corpo d’ogni essere animato, ed é formata da vari strati energetici che, più si allontanano dal corpo fisico, più diventano sottili. Composta da atomi fisici molto compressi, la “bolla energetica”, impregnata d’una precisa energia vitale; è definita dal grande fisico Niels Bhor Biocampo.
In ogni attimo della nostra vita il Biocampo rielabora e traduce in linguaggio razionale le sensazioni, le emozioni e le intuizioni quotidiane dell’essere umano, portandole a diventare quel che abitualmente chiamiamo realtà. Analizzando il Biocampo da un altro punto di vista, potrebbe essere definito come un mediatore tra il concetto del Sé e la realtà che ci circonda.
Oltre ad essere un processo importante per l’energia vitale, il Biocampo è una precisa protezione, creata dalla natura, che impedisce agli esseri viventi alcune comunicazioni tra i suoi piani fisici ed altri piani dell’esistenza con i quali non si è preparati, o predisposti, ad entrare in contatto. Quindi può essere considerato uno scudo protettivo sensibile, mutevole e vulnerabile, affine ai processi elettromagnetici. Variabile di soggetto in soggetto, il Biocampo media e trasforma in linguaggio razionale ogni informazione proveniente da altri piani.
Potrebbe allora essere classificato come una specie di liquido amniotico composto d’atomi eterici, dentro il quale fluttuiamo per esserne protetti da continui bombardamenti d’informazioni che non possono giungere direttamente a noi.
Io definisco il Biocampo come uno scudo energetico ed immagino che sia la culla delle illusioni dell’Ego. In un’interpretazione della lettura dei fenomeni che ci circondano, F. Capra scrive:
“ Ciò che noi vediamo o sentiamo non è mai direttamente il fenomeno che abbiamo indagato, ma sempre soltanto qualcuna delle sue conseguenze. Il mondo atomico e subatomico sta al di là delle nostre percezioni sensoriali” .
Il Biocampo, è dunque quella parte di noi che reagisce istintivamente a varie informazioni, inviando, attraverso le vie vegetative, dei messaggi non avvertiti dal corpo fisico. Tali messaggi, molto sottili ma altrettanto precisi, sono stati negletti dal razionalismo del pensiero contemporaneo che, oggi, tende a dimenticare il suo istinto primario, dunque la possibilità di comunicare coi Piani Superiori, o Divini.
La radiestesia, oltre ad essere un modo primitivo di comunicare col nostro mondo sensoriale, é anche un mezzo che indaga alcuni tra i tantissimi processi del Biocampo. Avendo però dei meccanismi d’azione complessi e storicamente suscettibili d’interpretazioni conflittuali, la radiestesia non può essere trattata esaurientemente in questo scritto. Dopo queste poche note, desidero ancora aggiungere che tutti noi potremmo essere validi radiestesisti. Ma la razionalità del pensiero occidentale si è talmente radicata nella nostra attuale cultura, che abbiamo perso la capacità di comunicare con le energie della natura. Energie nelle quali siamo costantemente immersi ed alle quali reagiamo in ogni attimo senza saperlo.

Il corretto approccio per evolversi in radiestesia è il seguente:
“Sono sciolto, rilassato, naturale, qui e ora... non esisto, sono solo un’antenna che riceve e trasmette. Mentre pratico, annullo il mio ego ed il mio intento è privo di aspettative. Cerco di ascoltare soltanto i messaggi che sfiorano la mia bolla energetica”.
Col tempo, se sappiamo credere nella forza del nostro desiderio supportato da una chiara motivazione, si compie un miracolo perché scopriamo un’altra dimensione, vasta, grande, con meno confini. E da qui ci si ritrova oltre il pensabile, senza paura e senza compiere nessuno sforzo, restando lucidi e ben centrati nella nostra realtà, scopriamo che lo spettacolo che la vita ci offre è grande, per davvero.
Praticando con fiducia constante, paziente e distaccata, ecco che ad un tratto impariamo anche a lavorare sui piani a distanza: con una precisione sconcertante, sappiamo entrare nelle energie di qualunque immagine, fotografica o disegno che sia, di persone e di luoghi che possono essere dall’altra parte del mondo. Si, in un solo istante e senza nemmeno sapere come succeda, sappiamo leggere le energie di un luogo, d’una persona, d’un oggetto qualunque. Con la stessa dinamica del lavoro sul posto, anche se ciò che si studia è ben lontano da noi. La nostra parte cosciente resta lì, dove siamo, lucida e serena, ma riusciamo ad essere contemporaneamente anche nella realtà dell’immagine in analisi, sentendo tutto ciò che accade dentro l’immagine. E questo miracolo succede puntualmente, inoltre senza molti margini d’errore.
Le menti razionali restano scettiche a questi discorsi, ed inizialmente lo siamo anche noi, ma le ricerche che poi facciamo sul posto, o sulle persone o cose analizzate a distanza, dimostrano la realtà della percezione avuta da lontano.
È uno strano processo, non molto chiaro nemmeno a noi radiestesisti, ma suppongo che sia simile ad una specie di rapidissimo spostamento di alcune nostre particelle eteriche che riescono ad entrare all’istante in luoghi lontani e nelle energie delle immagini. Sembra un discorso complicato, ma deve pur essere vero.
Un giorno, sorpresa di me stessa e delle mie capacità radiestesiche, rimuginando su questi strani processi scrissi le seguenti note:
“Più pratico la radiestesia, più mi sembra di vivere una realtà nella quale lo spazio-tempo, dipendendo dalla forza gravitazionale, deve essere per davvero un tutt’uno inseparabile e sempre relativo ai dati dell’osservatore: ciò che succede a noi radiestesisti, quando lavoriamo sui piani a distanza, può essere paragonabile ad un istantaneo spostamento subatomico delle energie delle due parti - le nostre e quelle delle immagini - abitualmente separate dalla barriera spazio-temporale. Ma cos’è dunque, realmente, lo spazio-tempo? Forse soltanto un’altra teoria?
E a proposito della forza gravitazionale: perché mai, in certi luoghi del nostro pianeta, si ha la sensazione di un aumento della forza di gravità, con una curvatura del tempo aumentata?
Non sarà forse vero, allora, che in quegli strani posti del pianeta il tempo, forse compresso o accelerato da qualcosa che mi è tuttora sconosciuto, scorra più rapidamente?... Parlo di sensazioni infinitesimali, ma potrebbe tutto ciò avere un nesso con la durata della vita?”
Continuando a girare attorno a questi temi per cercare di capire lo strano processo della radiestesia a distanza, leggevo e studiavo vari trattati. Fino a quando capii che il voler trovare a tutti i costi delle risposte razionali, finiva col non avere più senso: il fatto succedeva, semplicemente, con precisione. Al di là d’ogni spiegazione logica. E basta.
E dovetti imparare ad accettare quel “E basta”.
Alcuni anni dopo, ormai raggiunta in radiestesia una calma emozionale, quasi a confermare le domande che continuavo a pormi anni addietro, trovai in un libro le seguenti parole di Mendel Sachs:
“L’effettiva rivoluzione avvenuta con la teoria di Einstein fu l’abbandono dell’idea secondo la quale il sistema di coordinate spazio-temporali ha un significato obiettivo come entità fisica indipendente: al posto di quest’idea, la teoria della relatività suggerisce che le coordinate spazio e tempo sono soltanto elementi d’un linguaggio che viene usato da un osservatore per descrivere il suo ambiente”.

Continuando a praticare la radiestesia, col tempo può succedere che si trascendano gli strumenti radiestesici: si sentono allora le energie scorrere rapidamente sulla pelle, o all’interno del corpo... un leggero fremito, una scossa quasi inavvertibile, oppure un senso di oppressione, uno squilibrio. Alte volte si può notare una spinta leggera, oppure uno strano freddo, seguito da orripilazione. Possiamo anche provare affanno, o un giramento di testa, o un aumento del battito cardiaco. Questi sintomi organici, come l’oscillare del pendolo, sono dei messaggi in codice inviati dal nostro Biocampo al sistema nervoso autonomo. Sono messaggi che impariamo rapidamente a decifrare: ogni variante nelle percezioni sensoriali della realtà, racconta in modo chiaro una storia precisa. All’inizio, non capendo quel che succede all’interno di noi, si può averne paura, ma capito il processo, l’ansia passa e, seppur con mille scetticismi, ce né si fa una ragione. Proseguendo nella pratica, evolviamo continuamente, e può giungere il giorno in cui si vedono i campi energetici che circondano ogni essere organico, ed anche inorganico del nostro pianeta. Sono luci splendenti, spesso composte da gamme di colori brillanti in movimento continuo.
Altre volte si possono avvertire dei messaggi olfattivi, o alcune improvvise ed immotivate tristezze, poi dei leggeri presagi, o ancora, dei suoni remoti e, ...un bel giorno si capirà di essere diventati sensitivi, anche senza volerlo. Forse eravamo già prima d’allora sensitivi, ma non era ancora il momento di scoprirlo.
Oggi posso avvertire nel mio corpo, attraverso sintomi precisi che dovetti imparare a capire, un terremoto che sta per scuotere il mondo, anche se avverrà a mille o a diecimila chilometri di distanza e,... abitualmente si verifica, ogni volta, a distanza d’una decina di ore dal sintomo. Altrettanto so percepire l’attività solare, le perturbazioni atmosferiche, l’aumento della forza gravitazionale e via via tutta una serie di fenomeni perturbatori dell’ambiente, che stanno per succedere... e che puntualmente si avverano.
Da quando mi occupo di radiestesia, ho capito che la vita - i corpi solidi che popolano la Terra: come uomini, animali, piante, mari, rocce, montagne ed altro - potrebbero non essere altro che un meraviglioso processo energetico che è ben oltre a ciò che i nostri limitatissimi sensi sanno vedere e capire.
Giunta a questi punti di riflessione, mi sorge spontanea la seguente domanda:
Perché la natura, o meglio L’Energia Madre, tanto perfetta, ha voluto dotarci soltanto di questi nostri limitatissimi sensi ciechi ed illusi?’
Qual è lo scopo di tale limitazione?
Qual è dunque il nostro destino, o senso della vita che sia?
Socrate affermava che più sapeva, più sapeva di non sapere.
Anche la fisica, più scopre, più si pone domande, e più la risposta ultima non trova, fino ad ora perlomeno, spiegazioni esaurienti che vadano oltre la supposizione di una “Energia Cosciente” che giace, immutata ed immutabile, alla base di tutto il creato. Spero allora, o forse soltanto m’illudo che, in un futuro non molto lontano, sapremo riscoprire in noi quelle verità che i miti antichi, come anche i Testi Sacri di tutte le filosofie e religioni del mondo, ci hanno da sempre raccontato per spiegarci le nostre origini, e la storia del nostro pianeta.

Vorrei dire ad ogni uomo che quando saprà scoprire in sé stesso il potere energetico del pensiero puro, cristallino e consapevole, guidato da un chiaro intento privo di troppe aspettative egoistiche, potrà cambiare per davvero il suo destino. La vita, se analizzata con i sensi risvegliati, è un viaggio in magiche profondità che oggigiorno, purtroppo, ci sono sfuggite.
Se ciascuno di noi imparasse a risvegliare in se stesso, anche per un solo momento, la coscienza della forza unitaria e vitale della natura, che può essere chiamata amore, impareremmo a rispettare e ad amare ogni forma di vita, e soprattutto il nostro più che vivo pianeta.

Testo tratto da “Apparenze Dissolte”, di Roberta Stucchi
Copyright Roberta Stucchi, Ministerio de La Cultura de Madrid.

residente e Socio Fondatore dell’associazione spagnola di Studi Geobiologici, Gea. Direttore dell’istituto del Bio Habitat e di Ecobiocostruzione.
“la radiestesia è un dialogo interiore vincolato alla nostra evoluzione ed entrambi maturano all’unisono”.
Grande fisico danese.
F. Capra. Il Tao della fisica.
Sistema nervoso autonomo, o neurovegetativo.
Mendel Sachs Space Time and Elementary Interaction’ in ‘Phisic Today’
 
 
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