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| “Uno
sguardo su Roberta Stucchi” |
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| “Espressione
artistica collaterale alla scrittura” |
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Frasi
varie da Maree del Tempo
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Bella ed attraente Silvia, però. Non c’è
che dire!
La sua genuina risata è fresca come un ruscello
montano.
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Un bel paio di seni, e gambe da gazzella. Fugaci carezze,
dolci e lievi, accompagnate da chiari sussurri. Suoni
di cristalli, freschi, come i capelli dorati di Silvia.
Tinte tenui, in armonia con i colori della laguna.
Tramonti nostalgici, visti di sfuggita dalle finestre
su Canal Grande ed enfatizzati da leggeri sospiri.
Certo che Silvia, per attraente che sia, non è
un tormento dei sensi.
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| Con la
sua pelle di velluto e di fuoco. Con quelle gambe perfette
e quel corpo slanciato, atletico, quasi androgino. Ed
i suoi seni: stupendi. Poi quel viso sensuale, generoso.
Ed il suo modo animalesco di fare l’amore: con un abbandono
completo, privo d’ogni pudore. I suoi orgasmi, inoltre,
sono così intensi che hanno sempre svuotato Mateo.
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“Un segreto condiviso
senza nome né volto, ha molto più valore
d’ogni altro tesoro: ci permetterà d’attingere
per sempre al pozzo segreto delle nostre fantasie più
proibite, mia donna sognata.”
“Può darsi. Ma io desidero sapere chi sei, per
ritrovarti. Tu non vuoi sapere con chi hai fatto l’amore?”
“No: io amo il mistero e sono felice di condividerlo
con la donna più bella, più attraente
e sensuale che io abbia mai stretto tra le mie braccia”.
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…Francesca
cammina nel giardino dell’Estanque parlando
con Olivia: due gran belle donne, anche se molto diverse.
Olivia, con i suoi capelli fulvi: la sua pelle è
cosparsa di milioni d’efelidi che la rendono un po’
misteriosa. Sta molto bene con quell’abito nero, scollatissimo
sulla schiena. Ma la sua amica, quella Francesca: uno
schianto di donna. Molto attraente. Scattante, sinuosa.
Sensuale.
I suoi passi si accordano con un’istintiva genuinità
al ritmo della musica di quella notte un po’ strana.
I suoi lunghi capelli lisci e castani, ornati da un
ibisco rosso, ondeggiano al ritmo di un passo cadenzato
che fa leggermente oscillare uno stretto bacino sul
quale spiccano due glutei da perdere la testa. Ha inoltre
degli occhi allungati colore del mare e profondi come
l’oceano. Sono occhi che sembrano illuminare quella
notte rischiarata soltanto dai fuochi, e da una luna
d’argento.
Il suo sorriso è sensuale, generoso e tanto umano
che saprebbe disarmare chiunque. E potrebbe risvegliare
anche un morto. Indossa un corto abito rosso di una
garza leggera che evidenzia gambe perfette: lunghe,
slanciate. Muscolose. Caviglie sottili, polpacci formati,
piedi curati e calzati da leggerissimi sandali con tacchi
alti, a spillo.
“Quella donna non deve disdegnare il sesso, con le gambe
ed il corpo che si ritrova!” Pensa Mateo, mentre si
sofferma ad osservarla con ammirazione per un lungo
momento.
È una creatura sensuale che, inoltre, ha un paio
di seni statuari: ben formati e strabici, come piacciono
a lui. Capezzoli duri che s’intravedono sotto il tessuto
leggero di quell’eccitante abito corto e scollato.
“Sembra una pantera entrata momentaneamente, forse per
puro errore, nel corpo di una femmina umana”, pensa
ancora Mateo, senza distogliere lo sguardo da quella
donna.
Terminato il suo gin tonic, rimane appoggiato ad una
colonna del portico ad osservare quella creatura che
gli sembra tanto perfetta da sfiorare il suo mito femminile.
Il mito di una donna conosciuta da sempre, e sempre
sognata, ma mai trovata. |
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...Francesca, in barca, il giorno prima
che partisse… quel pomeriggio assolato d’autunno sembra
riprendere vita.
Mateo rivede le tende colore del sole della sua barca
smosse da una brezza leggera che, senza rinfrescare l’arsura,
si accorda al suono del mare. Ogni altro suono segue il
ritmo delle onde che li cullano mentre fanno l’amore…
…Mani infuocate, carezze lente, quasi estenuanti.
Le loro labbra assetate annullano, nel desiderio e nel
piacere, ogni altro pensiero.
Il rumore del mare si confonde con dei suoni che sembrano
risalire dal cuore oscuro e profondo dell’umida terra.
Suoni rarefatti di percussioni lontane, nella notte, poi
sempre più vicini. Sempre più forti. Quasi
ossessivi. Seguiti poi da un languido ritmo di samba nel
ventre, protratto oltre ogni limite. Ed infine... silenzio.
Battiti convulsi dei cuori, come tamburi sciamanici.
Sudore sulla pelle riarsa dal fuoco.
Ed un gran desiderio di perdersi, di naufragare in quel
mare per ritrovare la pace. Una pace agognata:
“Eres como un sol negro en el vientre” le diceva spesso,
quando cercava di spiegarle le sensazioni che provava
con lei.
…Francesca, nuda, ora osserva Mateo dallo specchio: è
attraente e sensuale come una pantera mentre si spazzola
adagio i lunghi capelli castani. Lo guarda impudica, senza
parlare. Lo guarda con quei suoi occhi liquidi come l’oceano.
Ed ancora più liquidi dopo l’amore.
Sono occhi nei quali fluttuano mille emozioni taciute
che suggeriscono echi di forze lontane, emblematiche.
Quei momenti rarefatti ricordano a Mateo una parola portoghese
che forse li spiega: saudade, nostalgia, rimpianto… |
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