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Contemporaneamente
Mateo, uno scrittore spagnolo che al momento vive a Venezia,
nella sua barca a vela, con il gatto Olimpo, inizia a ricordare
sempre più a fondo la sua passione per Francesca.
Entrambi i protagonisti, non sentendosi da anni, sono inizialmente
perplessi per l’intensità dei loro ricordi. Ciononostante,
nella speranza di capirne il senso, scelgono di abbandonarsi
a ricordare i giorni lontani della loro forte e contrastata
passione.
In sette giorni di ricordi
così intensi da sembrare un dialogo telepatico, narrati
a volte da Francesca, a volte da Mateo, scoprono che il loro
difficile amore, chiusosi prima d’estinguersi perché
Francesca è moglie di Mauro, il miglior amico di Mateo,
ha origini antiche. E si è riacceso in questa vita
per compiere un destino che condividono con Mauro fin dalla
notte dei tempi.
Mateo prende allora una decisione improvvisa che muterà
il suo futuro, assieme a quello di Mauro, di Francesca e di
chi hanno vicino. La storia finisce l’ottavo giorno, il giorno
di Pasqua.
Attraverso momenti di felicità
e di profondo tormento, ed anche molto erotici, dopo alcune
sorprese ho scelto un finale ottimista e spirituale perché…
seguendo io da anni il buddismo tibetano, ho intuito che la
sofferenza psichica dipende da una visione relativa della
realtà che si può cercare di trascendere. Per
raggiungere la pace. E per scoprire il senso dell’Amore.
Sullo sfondo del racconto,
oltre i figli dei tre protagonisti, alcuni amici e due gatti,
nel tempo presente c’è Tarifa, in Spagna, vicino a
Gibilterra, e l’Andalucía. Poi Venezia, in Italia.
I ricordi del passato si svolgono invece tra l’Italia, Parigi,
la Spagna e l’Himalaya.
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