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Filosofie orientali

Tantra, Induismo e Buddismo Tibetano articolo di Roberta Stucchi
L’universo e l'uomo secondo il buddismo tibetano
L'origine del tantra di KALACHAKRA nella tradizione buddista
Spiegazione del sacro Mantra:Om Mani Peme Hung
Mahasidda Tilopa, il fondatore della Mahamudra
 

Dal "Canto di Mahamudra" di Tilopa

Mahamudra è al di là di ogni parola e simbolo, ma per te, Naropa, fervente e leale, questo va detto:
"Il Vuoto non ha bisogno di supporto, Mahamudra non poggia su nulla".
Senza compiere alcuno sforzo, restando sciolti e naturali, è possibile spezzare il giogo, e ottenere la Liberazione.
[...]

 
Se, guardando nello spazio, non si vede nulla, e se, allora, con la mente si osserva la mente, si distrugge ogni distinzione e si raggiunge la Buddhità.
Le nubi che vagano per il cielo non hanno radici, non hanno casa; e così sono anche i pensieri discriminanti che attraversano la mente.

 

Quando si è vista la mente universale, ogni discriminazione cessa. Nello spazio nascono forme e colori, ma lo spazio non è macchiato né dal bianco né dal nero. Dalla mente universale emerge ogni cosa, ma essa non è macchiata né dai vizi né dalle virtù. L'oscurità dei secoli non può velare lo splendore del sole; le lunghe ere del samsara non possono nascondere la chiara luce della Mente.

 

Benché ci si serva di parole per spiegare il Vuoto il Vuoto in quanto tale è inesprimibile. Benché si dica che "la Mente è una luce brillante", essa è al di là di ogni parola e simbolo.
 
Benché la sua essenza sia il Vuoto, essa abbraccia e contiene ogni cosa. Non fare nulla col corpo, rilassati; chiudi stretta la bocca e resta in silenzio; vuota la mente e non pensare a nulla. Come un bambù cavo, lascia che il tuo corpo riposi a suo agio. Senza dare né prendere, metti a riposo la mente, Mahamudra è come una mente che non si attacca a nulla. Praticando in questo modo, col tempo raggiungerai la Buddhità.

 

La pratica di mantra e paramita [le virtù buddhiste], la conoscenza dei sutra e dei precetti, gli insegnamenti delle scuole e delle scritture non valgono a produrre la consapevolezza della verità innata; perché la mente che, piena di desiderio, insegue un fine non fa che nascondere la luce.
[...]

 

 
Desisti da ogni attività, abbandona ogni desiderio; lascia che i pensieri salgano e scendano a loro piacimento, come onde dell'oceano.
 
Colui che non viene mai meno al non-dimorare, ne al principio di non-distinzione, adempie ai precetti tantrici. Colui che abbandona il desiderio e non si attacca a questo o a quello, coglie il vero significato contenuto nelle scritture.
[...]
 
Trascendere la dualità è il punto di vista regale; domare le distrazioni è la pratica regale;
[...]
 
Se, sciolto e senza sforzo, ti mantieni nella naturalezza, presto otterrai Mahamudra e raggiungerai il non-raggiungimento. Taglia la radice di un albero e le foglie appassiscono; taglia la radice della mente e il samsara cade.
[...]
 
Chi si aggrappa alla mente non vede la verità che sta oltre la mente. Chi si sforza di praticare il Dharma non trova la verità che è al di là della pratica. Per conoscere ciò che è al di là sia della mente che della pratica bisogna tagliare di netto la radice della mente e, nudi, guardare; bisogna abbandonare ogni distinzione e restare rilassati.
Non bisogna dare né prendere, bensì restare naturali: Mahamudra è al di là dell'accettazione e del rifiuto.
[...]
 
La comprensione suprema trascende questo e quello. L'azione suprema unisce grande ingegnosità e assoluto distacco. La realizzazione suprema consiste nel comprendere l'immanenza senza speranza. Dapprima la mente del praticante precipita come una cascata; a metà strada, come il Gange fluisce lenta e placida; alla fine è un vasto oceano, in cui la luce del figlio e quella della madre si fondono".
 
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