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Benessere psicofisico,geobiologia e radiestesia

Geobiologia, testo di Roberta Stucchi
Radiestesia, testo di Roberta Stucchi
 
 

Geobiologia testo di Roberta Stucchi

Testo tratto da “Apparenze Dissolte”, di Roberta Stucchi
Copyright Roberta Stucchi, Ministerio de La Cultura de Madrid.


I nostri antenati, che conoscevano bene questi fenomeni, usavano consapevolmente le radiazioni del pianeta per edificare i templi, col fine di enfatizzare gli stati d’animo generali: egiziani, maya, sciamani, mistici orientali ed anche varie chiese cristiane abbastanza contemporanee, hanno lasciato una chiara testimonianza che l’uomo di una volta conosceva le energie cosmotelluriche e sapeva utilizzarle per enfatizzare i fini desiderati. Oggi, invece, scienziati, fisici, dottori ed enti ospedalieri di tutto il mondo - soprattutto americani, tedeschi e svedesi - stanno investigando da anni il tema della geobiologia ed hanno già, al loro attivo, molte prove statistiche che, circa dal 1950, dimostrano la realtà di queste teorie. Ma questo tema, scontrandosi con l’attuale società dei consumi, suscita continue polemiche e dei logici rifiuti: il sentiero è lungo perché la geobiologia mette in discussione la salubrità di molte realtà contemporanee. I geobiologi sono coscienti di aver intrapreso una strada lunga e difficile.
Scrive Blanche Mertz, grande studiosa ed ammirevole fondatrice dell’importante scuola svizzera di geobiologia, con sede a Chardonne, Lausanne:

“Il y a une loi de résonance étonnante entre l’homme et le lieu.
C' est l'évidence même - segue più avanti - qu’il y a sur notre planète des différences d’intensité et de vibration de vie, qui du reste influencent manifestement l’énergie du peuple concerné.”

I templi Maya ed egiziani, come già accennato, sono una chiara testimonianza della conoscenza che si aveva, nell’antichità, delle vene telluriche. Anche Ippocrate, grande medico greco del primo secolo A.C., e padre della medicina occidentale, conosceva la stretta relazione tra le caratteristiche psicosomatiche delle popolazioni e l’ ambiente nel quale vivevano. Gli antichi romani, inoltre, quando volevano edificare una casa o un villaggio, rinchiudevano un gregge di pecore nel luogo dove avrebbero fondato le mura. Dopo qualche tempo sacrificavano un agnello giovane e sano e gli analizzavano il fegato: se le sue viscere erano sempre sane, il luogo era idoneo per costruire la dimora. Altrimenti si spostavano in un’altra zona e ripetevano l’esperimento.
In tempi più vicini a noi, dal Duomo di Milano, edificato in uno dei luoghi più alti in vibrazioni della nostra città, a S. Pietro di Roma, alla Cattedrale di Barcellona, a tante altre piccole chiese minori edificate nei campi, fanno pensare che fino a non molto tempo fa anche la nostra cultura teneva in considerazione le radiazioni di un terreno. Con una precisione a volte sorprendente, i nostri antenati sapevano scegliere il luogo esatto in cui erigere il tempio, usando la natura come una forza che aiutava ad indurre gli effetti desiderati, dettati dai fini dalle varie culture.
Perché queste conoscenze sono state dimenticate? E sì che, oggigiorno, le scuole di geobiologia hanno mezzi d’investigazione basati su un’avanzata tecnologia elettronica, ma i geobiologi sono ancora visti come stregoni, anche se non devono più sacrificare gli agnelli!
Secondo il mio punto di vista, le popolazioni nostro complesso periodo, procedendo sempre più veloci verso il progresso tecnologico e scientifico, trarrebbero vantaggio dalla riscoperta delle forze della natura che erano ben conosciute dalle civiltà antiche. Un ponte tra il passato e il futuro farebbe di noi delle persone migliori poiché gli uomini d’oggi sono la conseguenza di quelli di ieri. Perché dimenticare il nostro passato?
La vera comprensione di quel che ci circonda si troverà nella fusione tra il sapere antico ed il nostro ineluttabile e meraviglioso progresso, in una congiunzione armoniosa di due realtà che, pur sembrando opposte, possono invece sposarsi in un connubio di equilibrio e creatività.

 
"C’è una legge di risonanza sorprendente tra l’uomo ed il luogo. E' chiaramente evidente che esistono sul nostro pianeta delle differenze di intensità e di vibrazioni di vita tali da influenzare in maniera manifesta l’energia dei popoli ad esse legati". L’âme du lieu Blanche Merz.
Nacque nell’isola di Cos nel 460 A.C.
Meritevole ricercatore francese, considerato anche il pioniere delle Geobiologia.

 
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