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Benessere psicofisico,geobiologia e radiestesia

Geobiologia, testo di Roberta Stucchi
Radiestesia, testo di Roberta Stucchi
 
 

Geobiologia testo di Roberta Stucchi

Testo tratto da “Apparenze Dissolte”, di Roberta Stucchi
Copyright Roberta Stucchi, Ministerio de La Cultura de Madrid.


Essendo già stato scritto molto sulla geobiologia da scienziati, fisici, chimici, dottori e ricercatori, mi limiterò soltanto ad intercalare alcune mie note a brani di altri autori.
Fin dall’antichità più remota, i poteri delle radiazioni terrestri erano riconosciuti non solo come influenti per il benessere delle popolazioni, ma anche come forze trascendenti. Oggi però, nella corsa dell’odierna civiltà tecnologica e consumistica, l’uomo ha dimenticato questi poteri della Terra e la consapevolezza che la natura esercita una grande influenza su ogni specie vivente. Però i luoghi dalle forti radiazioni cosmotelluriche, noncuranti della nostra dimenticanza, restano sparsi sul pianeta e sono forse simili ai nostri vasi linfatici e capillari, ai nostri sistemi venosi ed arteriosi.
La loro ubicazione sulla Terra sembra dipendere da una geometria fissa: quei luoghi sembrano trovarsi in zone geometricamente ripetute, proprio laddove la nostra Terra li necessita, forse per assecondare i suoi fini. Fini che noi, uomini d’oggi, disconosciamo ancora. Dunque si può soltanto parlare di ipotesi.
Cito due esempi conosciuti da tutti: il Polo Nord ed il Polo Sud. Due punti del pianeta che, come altri dieci già conosciuti, tra cui il famoso Triangolo delle Bermuda, hanno un magnetismo particolare. Quel forte magnetismo è anche riscontrabile, seppur in scala diversa e con differenti intensità, in moltissime altre zone più piccole della Terra.

Nel pensiero arcaico la Terra era vista come una creatura vivente abitata da un grande Spirito, che si manifestava sotto svariate forme ed in luoghi speciali per mostrare il legame esistente tra il piano umano e quello degli dei, o soprannaturale. Quindi, nell’antichità, i luoghi dal magnetismo speciale erano usati in modo consapevole per generare alterazioni di coscienza che permettevano, appunto, di comunicare con gli dei.
Che derivi da questi posti particolari la spiegazione dei miracoli?
Non lo sappiamo. Comunque, queste particolari radiazioni cosmotelluriche, causate da alcune alterazioni geofisiche del sottosuolo, alterano il magnetismo sulla crosta terrestre circostante e, spesso, la ionizzazione dell’aria. Possono quindi generare, nella salute psicofisica dell’uomo, soprattutto di chi è abituato a frequenze vibratorie diverse, alcune leggere alterazioni biochimiche che interagiscono con il sistema nervoso autonomo, o neurovegetativo.
In un tempo variabile di soggetto in soggetto, queste leggere alterazioni biochimiche, causando una continua rottura della catena del DNA riparata poi sempre dal sistema immunitario, oltre a lasciare il colpito in uno stato di stress cronico, impoveriscono le difese immunitarie. La conseguenza di questo processo costante è un’alterazione metabolica che, secondo i tipi di radiazioni assorbite, facilita ad aprire i ralais di certe malattie a tendenza ereditaria, aiutandone l’instaurarsi. Uno dei campanelli d’allarme che il nostro corpo ci invia, in questi casi, è la conosciuta distonia neurovegetativa che, nell’organismo, fa prevalere a volte il sistema nervoso simpatico sul parasimpatico , o viceversa, ed è fonte di disturbi difficilmente curabili dalla medicina tradizionale.
Questi squilibri somatici, inizialmente momentanei e leggeri, sono avvertibili come un attimo di astrazione, o come un leggero scoordinamento negli equilibri, ma abitualmente non sono colti dalla coscienza. Si potrà forse notare una strana amnesia, o un vuoto mentale, un leggero mancamento, o un rapido giramento di testa. Pochi secondi durante i quali si possono fare gesti o atti inconsapevoli. Oblii, amnesie, vuoti di coscienza, o di memoria. Piccoli shock neurovegetativi, durati solo un istante. Dall’inferno al paradiso: dall’oppressione delle fitte radiazioni cosmotelluriche, al benessere della leggerezza in complessi vibratori più sottili, non considerati alterati dal punto di vista geofisico. Il problema sensoriale non è però in noi: la causa è esterna. Questi luoghi, agendo per risonanza nel nostro organismo, causano bruschi salti energetici ai quali i sofisticati meccanismi d’adattamento fisiologico faticano ad adattarsi subito. E la chimica organica va momentaneamente in subbuglio. Mi spiego con altre parole: siccome ogni luogo ha delle caratteristiche peculiari spesso diverse da quelle d’altri posti dove si permane, i frequenti e rapidi spostamenti che l’attuale società ci stimola a fare impongono ai nostri sofisticati processi d’adattamento fisiologico delle continue rielaborazioni dei dati. Questo processo di adattamento, chiamato stress d’adattamento ambientale, è ben conosciuto da chi, per esempio, si reca in alta montagna: sarà diversa la risposta fisica di chi, dal livello del mare, arriverà rapidamente in aereo a 3.500 metri d’altezza, rispetto a quella di chi, invece, avrà percorso lentamente la stessa distanza pernottando a quote progressive.
L’adattamento fisiologico richiede un tempo preciso, mutabile in base ai dati da rielaborare.
Anche i posti nei quali il magnetismo terrestre cambia continuamente richiedono all’organismo dei rapidi processi di riadattamento fisiologico. Perciò si dice che i luoghi geofisicamente alterati causino uno stato di stress, chiamato stress tellurico, o geopatogeno.

 
Anomalia funzionale del sistema nervoso autonomo che può essere o costituzionale o acquisita. Rappresenta il corrispondente somatico dell’iperemotività.
Formazione nervosa, di origine midollare, che regola la vita vegetativa, cioè il funzionamento viscerale, in base alle diverse necessità.
Una delle due parti del sistema nervoso vegetativo. Di origine cranica e sacrale.

 
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